Mercoledì 17, giovedì 18 maggio

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Ciao a tutti,

come avevamo scritto sul gruppo whatsup mercoledi e giovedi siamo stati a Norcia/Preci.

Prima ci siamo fermati a Vallo di nera, dal sindaco che avevamo già conosciuto, Agnese. Lei ci sta dando una mano per conoscere i vecchietti della zona che rappresentano la memoria storica/popolare. Sono pochi, la maggior parte sono morti per l’età e per il terremoto…per molti è stato un motivo per lasciarsi morire, sicuri di non fare in tempo a vedere la ricostruzione.

Questo fenomeno è triste ma è anche un elemento interessante su cui riflettere, a proposito delle parole messe a fuoco con Barbara.

Altri anziani invece reagiscono in maniera attiva e del terremoto quasi non parlano.

Soprattutto nei paesini in cui anche se la gente non vive dentro casa, non ci sono molte macerie, quindi il terremoto non è sempre davanti ai loro occhi. Molta voglia di rinascere, insieme alla primavera, in generale.

Queste, tuttavia, sono ancora informazioni indirette, che abbiamo raccolto dalla sindachessa e da Agostino Lucidi.

Ma procediamo con ordine:

Agostino Lucidi è uno dei due membri del CEDRAL, che si occupa del folklore e degli aspetti antropologici della valle.

Il suo nome ce lo aveva già fatto Romano Cordella e il suo contatto ce lo ha dato il fratello di Giacchè, Luciano.

Questo Agostino è un altro bellissimo personaggio. Ci darà una mano anche lui e ci accompagnerà personalmente dalle persone. Per prima cosa ci porterà alle feste religiose dei prossimi giorni perché secondo lui sono proprio queste le situazioni conviviali in cui spesso ci si riunisce intorno a qualcuno che racconta. Dopodichè andremo a cercarli in giro, la settimana prossima ecc.

Tra i personaggi che incontreremo ci sono alcuni pastori, e un certo Riziero, pastore poeta (ci hanno regalato un libro su di lui con foto e poesie in versi).

In questo modo e con questo pretesto incontreremo molte persone (abbiamo una bella lista) e stiamo capendo meglio (ma è solo l’inizio) alcune dinamiche culturali. Esempio: abbiamo chiesto alla sindachessa se fosse una buona idea portare del cibo (Vincenzo da buon meridionale pensava a taralli o cose tipiche, Marta da buona settentrionale si opponeva J) per iniziare una relazione, per iniziare a parlare…: lei ha detto che è difficile per la gente del luogo accettare cibo da sconosciuti. E’ già difficile accettare le persone, figuriamoci il cibo che portano. “chi ti conosce!” (parole sue).

La forza di questa frase ci ha fatto riflettere molto, ci sono tornate in mente le parole di Michele. Come costruire le nostre condizioni positive interne e anche come porsi e su quali aspetti lavorare per immaginare la condivisione di una casa o anche solo di un momento.

Sarà interessante scoprire come queste persone vivano il concetto di ospitalità (da parte di chi ospita e di chi è ospitato). Intuiamo che non c’è niente di scontato e di universale, così trovando la giusta chiave sarebbe più facile entrare in contatto con loro.

…quale possono essere le chiavi?

…delle conoscenze comuni? delle figure “tramite”?

o un atteggiamento di un certo tipo?

Ho chiesto consiglio su questo anche a Piero Giacchè. Sento che l’antropologia è un territorio in cui passare.

I vecchietti si lasciano morire perché non vedono il futuro? Ecco questa sensazione è comprensibile, e li accomuna alla nostra generazione e alla nostra categoria, ma per ragioni diverse. Tuttavia le domande si toccano e il movimento per cercare le risposte potrebbe essere fatto insieme, iniziando dalla conoscenza del passato per quanto mi riguarda.

conoscere da dove derivano certe posture rispetto al mondo contemporaneo e alla comunità.

In ogni paese della Valnerina c’è una casa dei racconti, in cui sono depositate le fiabe e le storie tipiche di quel luogo. Sono luoghi fisici che sarebbe interessante anche esplorare.

Vincenzo

 

Questi due giorni abbiamo deciso di andare in tutti i posti conosciuti e in quelli suggeriti da Leo e Mael, cercando di incontrare le persone con cui abbiamo già dei rapporti. per iniziare da qualche parte.

A Norcia, i Montanari Testoni non c’erano. Container chiuso. Voglia di entrare più in confidenza con loro, voglia di progettare piccole cose insieme. Pensavo se ci rendessimo disponibili ad esempio un giorno alla settimana a turno per tenere aperto lo spazio per loro e poi vedere che succede? Chiaramente cercando di farlo quando a loro serve, ad es sappiamo che mercoledì e giovedì di solito Marianna è a Perugia e potrebbero essere dei giorni buoni. Con una piccola idea: un piccolo laboratorio, ogni mercoledì tipo…?

Siamo stati a incontrare anche la coppia che gestisce la Caritas, hanno superspazi e possibilità. Hanno appena finito la chiesa lì accanto (è la prima costruzione di Norcia finita!)

Anche lì se ci presentiamo con un’idea semplice e chiara, forse abbiamo delle possibilità… anche se le attività che fanno lì sono abbastanza votate alla religione. Il prete anziano sembra una bella figura. Il nuovo prete non c’era.

E’ strano, ieri riflettevamo…con Barbara ci siamo detti: stiamo stiamo stiamo, senza proporre, senza fare. Ma c’è talmente tanta confusione a Norcia, che forse avere qualcosa da fare, un compito piccolo semplice può di fatto diventare un pass partout per poter incontrare le persone. Per stare con loro.

Abbiamo rivisto il figlio della signora Maria, la pastora delle pecore del Torbidone. Siamo d’accordo con lui per un bicchiere di vino insieme all’enoteca la prossima settimana. Si è ricordato di noi e del caffè preso insieme la scorsa volta, questo è bello, vuol dire che anche una chiaccherata è piacevole e importante per noi quanto per loro…gioia!

Norcia era piena di sole, sembrava il set di un Film: la via principale con molti negozi apèrti e dietro –come il culo di Cinecittà- puntellato. Ma c’erano molti stranieri e la gente è senza dubbio più allegra.

Incontrato due greggi di pecore, tosate e con il numero segnato sulla groppa.

Conosciuta la costumista del gruppo di teatro amatoriale di Norcia, donna molto energica. Loro fanno attività e lo scorso anno sono stati invitati ai Parioli a fare spettacolo. Li incontriamo?

Lunedì sera- il 22: importante concerto in piazza con calciatori e nomi importanti, ma sembrerebbe – e questo ci può interessare- che siano stati invitati anche i ragazzi del teatro della scuola (quelli degli sms) a fare lo spettacolo (questa cosa va verificata.. qualcuno sa come?) vedi foto

Poi, Preci: c’era molto caos anche lì, smantellavano e portavano via dei container dei Vigili del Fuoco. Ma persone veramente molto poche in giro. Non sapevamo bene come muoverci, abbiamo fatto un giro. Nel paesino vivono solo due signore, per il resto è sfollato. Abbiamo chiaccherato con una delle due, che vive nella casa ai piedi delle mura (dove arriva il sentierino che parte dall’area camping).

La sensazione che abbiamo avuto è un po’ di chiusura, non so in che modo potremmo entrare in contatto con la popolazione, ma forse perché eravamo di passaggio e non avevamo nessuna figura di riferimento.

A fine mese ci saranno tre giorni di Festa: si chiama Cantamaggio, o qualcosa del genere, sicuramente quella è una bella occasione anche per “risollevare un po’ la gente”, come ci diceva la signora.

Il luogo per campeggiare non è molto adatto a chi come noi ha solo la tenda, a terra c’è cemento e mattoncini, è completamente al sole. Intorno c’è un pochino di erba, ma non abbastanza per mettere le tende. Così, da soli, sinceramente non ci è sembrato un luogo fattibile per restarci diverso tempo.

Tornando a casa, ieri sera, abbiamo avuto un’illuminazione: siamo passati da Adriana della Mama Umbria, che gestisce una grossa residenza vicino Eggi. Sotto c’è la mappa-.

Le abbiamo cosa stiamo facendo e chiesto se le andava di collaborare con questo progetto, offrendoci ospitalità, e lei ha accettato, è stata disponibile e felice: avremmo 4-5-6 posti letto e la cucina fino al 12 di sicuro e forse anche oltre fino al 20 giugno.

A noi sembra una buona soluzione, almeno per la parte di noi che non ha camper o luoghi per dormire e almeno per i primi periodi. Che ne dite? Gli svantaggi sono che Bazzano non è vicinissimo né a Norcia né a Preci (35-40 min. da entrambi)e non potremmo condividere la loro quotidianità in modo completo, ma – d’altro canto- avremmo anche degli spazi fisici in cui pensare e riposare. In questi giorni ci siamo sentiti dentro una centrifuga e davvero… senza un luogo in cui tornare la mente non riposava mai.. è stata una sensazione molto intensa.

Eravamo partiti, tra le altre cose, con una domanda: quali esercizi interni ci possono aiutare a costruire una casa invisibile (finchè non si partirà con la vera e propria costruzione). Non ci siamo ancora risposti, ma resta una domanda essenziale dopo questi pochi giorni a girovagare.

A livello logistico per dormire alla Mama, potremmo prendere noi le chiavi domenica o lunedì. Il terremoto lì ha rotto qualche vetro, ma è agibile, solo un pochino da pulire. Sentiamoci.

Domenica 21: c’è la festa all’Eremo della Madonna della Stella, dove sarà presente la comunità di Mungivacca.

Lunedì a Cascia è la festa di S. Rita da Cascia, altro momento in cui la comunità si riunisce.

Marta

Schermata 2017-05-20 alle 01.11.22
l’indicazione 1h 32 min si riferisca al percorso avanti e indietro da norcia e preci a Lamama. Ci vogliono max 40 min da entrambe

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